sabato 13 agosto 2011
Palazzo di Knossos Iraklion
A circa 5 km da Iraklion e a pochi chilometri dal mare, c'è uno dei siti archeologici più importanti del mondo: quello del Palazzo di Cnosso, il cuore della civiltà minoica.
La sua importanza storica e archeologica è incredibile, legata agli antichi miti grechi, a Teseo, protetto da Arianna, figlia del re Minosse, che l'aiutò con il suo filo a ritrovare la via del ritorno dal labirinto, protetto dal Minotauro, attraverso il groviglio di corridoi, ma soprattutto ad una delle civiltà più avanzate che il mondo abbia mai conosciuto
Siamo di fronte ad alcuni edifici importanti (non solo un unico palazzo), un complesso fatto di centri cerimoniali, aree amministrative e palazzi reali.
I resti degli edifici conservano importanti testimonianze storiche, dipinti e affreschi che mostrano in colori audaci il manto sottile della bellezza dell'anima, uomini e donne vissuti migliaia di anni fa.
Cnosso è il più importante sito archeologico dell'età del bronzo di Creta.
Sorge nella parte centrale dell'isola di Creta, a 6 km dal mare e a 5 km da Iraklion.
Fu un importante centro della civiltà minoica (la civiltà cretese dell'età del bronzo).
Il palazzo è legato ad antichi miti della Grecia classica, come Minosse e il labirinto costruito da Dedalo, e quello di Teseo e il Minotauro.
Storia del palazzo
"Il Principe", affresco dal sito archeologico di Cnosso, oggi esposto al Museo Archeologico di Iraklio
Abitata già nel neolitico, divenne un florido centro della civiltà minoica verso il 2000 a.C., epoca della costruzione del grande palazzo che, privo di mura difensive, era sintomo dell'egemonia cretese sul mar Egeo
Verso il1700 a.C. un cataclisma, forse un terremoto provocato dall'eruzione del vulcano dell'isola di Thera (l'odierna Santorini), distrusse tutti i palazzi dell'isola, incluso quello di Cnosso.
Durante il periodo neopalaziale (1700 a.C.-1500 a.C.), il palazzo venne ricostruito ancora più sontuoso di quello di epoca palaziale, ancora una volta privo di mura difensive, cosa che testimonia la totale assenza di invasioni da parte di altri popoli.
Verso il 1450 a.C. Cnosso fu devastata dai micenei, popolazione proveniente dal Peloponneso, (lo testimoniano i testi in lineare B rinvenuti nel palazzo) finché verso la metà del XIV secolo a.C. la città iniziò a decadere.
Storia degli scavi archeologici a Cnosso
Da molti anni era noto che in quest'area si dovesse trovare una città di nome Cnosso.
Ci furono molti tentativi per intraprendere gli scavi nella zona, ma tutti fallirono a causa dei turchi, in possesso di quelle terre che avrebbero venduto solo a cifre esorbitanti.
La fortuna aiutò Sir Arthur Evans, archeologo e direttore dell'Ashmolean Museum di Oxford, che iniziò gli scavi nel 1900, seguito dal suo assistente che teneva un diario di scavo.
Verso la fine del 1903, quasi tutto il palazzo era scoperto e la ricerca procedette nei dintorni: Evans continuò così fino al 1931, con un'interruzione durante la prima guerra mondiale.
Più tardi pubblicò la sua opera The Palace of Minos at Knossos, in quattro volumi.
Fin dall'inizio, i monumenti scoperti avevano bisogno di restauro, così certe parti del palazzo sono state restaurate e in questi lavori fu usato cemento armato in abbondanza.
Le parti che corrispondevano a costruzioni in legno furono all'inizio dipinte in giallo, inoltre, copie dei meravigliosi affreschi trovati durante gli scavi sono state collocate ai posti originali.
Questo metodo di restauro fu criticato da molti a causa dell'utilizzo di materiali estranei all'architettura minoica, ma in grandissima parte, si deve a lui la scoperta dello splendore del mondo minoico che fino alla sua epoca si rifletteva solo nella mitologia greca.
Dopo la sua morte, gli scavi di Cnosso, che continuano fino a oggi, sono stati intrapresi dalla Scuola Archeologica Inglese
Il palazzo
Come gli altri palazzi di Creta, anche quello di Cnosso costituiva il centro politico, religioso ed economico dell'impero marittimo minoico e possedeva inoltre un carattere sacro.
Il palazzo ricopriva una superficie di 22.000 m2, era a più piani e a pianta molto complessa ed intricata.
Fu edificato sopra le rovine di un più antico palazzo, costruito attorno al 2000 a.C. e distrutto successivamente, probabilmente da un grande terremoto intorno al 1628 a.C. ; il "secondo palazzo" fu costruito all'inizio del XVI secolo a.C.
Era costruito intorno ad un cortile in terra battuta dove si esibivano dei ginnasti che volteggiavano sui tori, animale sacro per i cretesi, sfidando la morte come i gladiatori del Colosseo.
Il palazzo era così grande e la trama così complessa, che viene menzionato come labirinto nel mito del filo di Arianna.
Nel mito, si dice che il palazzo era stato progettato dall'architetto ateniese Dedalo, aiutato dal figlio Icaro (mito di Dedalo ed Icaro).
Particolare del palazzo sono i famosi bagni degli appartamenti della regina che, secondo studi approfonditi, sarebbero i più avanzati di tutta l'antichità, con canalizzazioni sotterranee, fogne, canali di scarico, acqua calda sempre disponibile, ecc ... un miracolo della tecnica cretese.
Gli affreschi di Cnosso
A Cnosso vi era una fiorita cultura degli affreschi: i cretesi dipingevano sulle pareti del palazzo di Cnosso opere eccezionali con la classica visione di profilo tipica dell'arte egizia.
Il motivo di questa particolare tecnica rappresentativa è la causa dei continui scambi commerciali e culturali tra la civiltà cretese e quella egizia.
Al museo archeologico di Iraklio sono conservati notevoli affreschi ancora ben conservati che rappresentano scene di giochi con i tori, processioni, ecc.
La sua importanza storica e archeologica è incredibile, legata agli antichi miti grechi, a Teseo, protetto da Arianna, figlia del re Minosse, che l'aiutò con il suo filo a ritrovare la via del ritorno dal labirinto, protetto dal Minotauro, attraverso il groviglio di corridoi, ma soprattutto ad una delle civiltà più avanzate che il mondo abbia mai conosciuto
Siamo di fronte ad alcuni edifici importanti (non solo un unico palazzo), un complesso fatto di centri cerimoniali, aree amministrative e palazzi reali.
I resti degli edifici conservano importanti testimonianze storiche, dipinti e affreschi che mostrano in colori audaci il manto sottile della bellezza dell'anima, uomini e donne vissuti migliaia di anni fa.
Cnosso è il più importante sito archeologico dell'età del bronzo di Creta.
Sorge nella parte centrale dell'isola di Creta, a 6 km dal mare e a 5 km da Iraklion.
Fu un importante centro della civiltà minoica (la civiltà cretese dell'età del bronzo).
Il palazzo è legato ad antichi miti della Grecia classica, come Minosse e il labirinto costruito da Dedalo, e quello di Teseo e il Minotauro.
Storia del palazzo
"Il Principe", affresco dal sito archeologico di Cnosso, oggi esposto al Museo Archeologico di Iraklio
Abitata già nel neolitico, divenne un florido centro della civiltà minoica verso il 2000 a.C., epoca della costruzione del grande palazzo che, privo di mura difensive, era sintomo dell'egemonia cretese sul mar Egeo
Verso il1700 a.C. un cataclisma, forse un terremoto provocato dall'eruzione del vulcano dell'isola di Thera (l'odierna Santorini), distrusse tutti i palazzi dell'isola, incluso quello di Cnosso.
Durante il periodo neopalaziale (1700 a.C.-1500 a.C.), il palazzo venne ricostruito ancora più sontuoso di quello di epoca palaziale, ancora una volta privo di mura difensive, cosa che testimonia la totale assenza di invasioni da parte di altri popoli.
Verso il 1450 a.C. Cnosso fu devastata dai micenei, popolazione proveniente dal Peloponneso, (lo testimoniano i testi in lineare B rinvenuti nel palazzo) finché verso la metà del XIV secolo a.C. la città iniziò a decadere.
Storia degli scavi archeologici a Cnosso
Da molti anni era noto che in quest'area si dovesse trovare una città di nome Cnosso.
Ci furono molti tentativi per intraprendere gli scavi nella zona, ma tutti fallirono a causa dei turchi, in possesso di quelle terre che avrebbero venduto solo a cifre esorbitanti.
La fortuna aiutò Sir Arthur Evans, archeologo e direttore dell'Ashmolean Museum di Oxford, che iniziò gli scavi nel 1900, seguito dal suo assistente che teneva un diario di scavo.
Verso la fine del 1903, quasi tutto il palazzo era scoperto e la ricerca procedette nei dintorni: Evans continuò così fino al 1931, con un'interruzione durante la prima guerra mondiale.
Più tardi pubblicò la sua opera The Palace of Minos at Knossos, in quattro volumi.
Fin dall'inizio, i monumenti scoperti avevano bisogno di restauro, così certe parti del palazzo sono state restaurate e in questi lavori fu usato cemento armato in abbondanza.
Le parti che corrispondevano a costruzioni in legno furono all'inizio dipinte in giallo, inoltre, copie dei meravigliosi affreschi trovati durante gli scavi sono state collocate ai posti originali.
Questo metodo di restauro fu criticato da molti a causa dell'utilizzo di materiali estranei all'architettura minoica, ma in grandissima parte, si deve a lui la scoperta dello splendore del mondo minoico che fino alla sua epoca si rifletteva solo nella mitologia greca.
Dopo la sua morte, gli scavi di Cnosso, che continuano fino a oggi, sono stati intrapresi dalla Scuola Archeologica Inglese
Il palazzo
Come gli altri palazzi di Creta, anche quello di Cnosso costituiva il centro politico, religioso ed economico dell'impero marittimo minoico e possedeva inoltre un carattere sacro.
Il palazzo ricopriva una superficie di 22.000 m2, era a più piani e a pianta molto complessa ed intricata.
Fu edificato sopra le rovine di un più antico palazzo, costruito attorno al 2000 a.C. e distrutto successivamente, probabilmente da un grande terremoto intorno al 1628 a.C. ; il "secondo palazzo" fu costruito all'inizio del XVI secolo a.C.
Era costruito intorno ad un cortile in terra battuta dove si esibivano dei ginnasti che volteggiavano sui tori, animale sacro per i cretesi, sfidando la morte come i gladiatori del Colosseo.
Il palazzo era così grande e la trama così complessa, che viene menzionato come labirinto nel mito del filo di Arianna.
Nel mito, si dice che il palazzo era stato progettato dall'architetto ateniese Dedalo, aiutato dal figlio Icaro (mito di Dedalo ed Icaro).
Particolare del palazzo sono i famosi bagni degli appartamenti della regina che, secondo studi approfonditi, sarebbero i più avanzati di tutta l'antichità, con canalizzazioni sotterranee, fogne, canali di scarico, acqua calda sempre disponibile, ecc ... un miracolo della tecnica cretese.
Gli affreschi di Cnosso
A Cnosso vi era una fiorita cultura degli affreschi: i cretesi dipingevano sulle pareti del palazzo di Cnosso opere eccezionali con la classica visione di profilo tipica dell'arte egizia.
Il motivo di questa particolare tecnica rappresentativa è la causa dei continui scambi commerciali e culturali tra la civiltà cretese e quella egizia.
Al museo archeologico di Iraklio sono conservati notevoli affreschi ancora ben conservati che rappresentano scene di giochi con i tori, processioni, ecc.
venerdì 12 agosto 2011
Ecco cosa ha provocato lo tsunami giapponese...
Lo tsunami giapponese ha provocato il distacco di iceberg in Antartide
Le immagini catturate dal satellite Envisat della piattaforma di ghiacci Sulzberger prima e dopo l'impatto dell'onda anomala. Photo credit: ESA
Il terremoto e lo tsunami che hanno investito il Giappone lo scorso marzo hanno fatto sentire i loro effetti anche a 13 mila chilometri di distanza, sulle coste antartiche. L'onda anomala ha infatti provocato il distacco di enormi iceberg (il più grande di 6,5 per 9,5 chilometri di area) dalla piattaforma ghiacciata Sulzberger. Lo hanno scoperto alcuni scienziati della Nasa analizzando le immagini da satellite registrate appena dopo l'impatto dell'onda su questi ghiacci.
Thomas Stearns Eliot
Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l’un l’altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
Le nostre voci secche, quando noi
Insieme mormoriamo
Sono quiete e senza senso
Come vento nell’erba rinsecchita
O come zampe di topo sopra vetri infranti
Nella nostra arida cantina
Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l’un l’altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
Le nostre voci secche, quando noi
Insieme mormoriamo
Sono quiete e senza senso
Come vento nell’erba rinsecchita
O come zampe di topo sopra vetri infranti
Nella nostra arida cantina
Figura senza forma, ombra senza colore,
Forza paralizzata, gesto privo di moto;
Forza paralizzata, gesto privo di moto;
Coloro che han traghettato
Con occhi diritti, all’altro regno della morte
Ci ricordano – se pure lo fanno – non come anime
Perdute e violente, ma solo
Come gli uomini vuoti
Gli uomini impagliati..
Con occhi diritti, all’altro regno della morte
Ci ricordano – se pure lo fanno – non come anime
Perdute e violente, ma solo
Come gli uomini vuoti
Gli uomini impagliati..
Thomas Stearns Eliot (1888 − 1965), poeta, drammaturgo e critico letterario statunitense, premio Nobel per la letteratura.
Il poeta rappresenta l’angosciosa condizione dell’uomo contemporaneo ridotto a un manichino impagliato, privo di ombra, di colore, di moto e di parola. Dalla sua bocca escono solo mormorii senza senso che stridono come il vento tra le erbe secche o la zampa di un topo su vetri infranti. Agli uomini vuoti che si aggirano in un mondo vuoto si contrappongono coloro che hanno varcato il fiume che separa la vita dalla morte. Essi hanno compiuto il viaggio definitivo e sono ormai staccati dal grigiore della vita , il cui ricordo li sfiora appena. Eppure se un’immagine della realtà terrena affiora nella loro mente è è quella di un mondo popolato di fantasmi,di uomini vuoti impagliati. La disperazione ha radici storiche e scaturisce dalla fine della prima guerra mondiale che ha segnato la fine di una civiltà.
La lirica è costruita con la tecnica del correlativo oggettivo di cui Elio si può considerare l’inventore.La fragilità della vita dell’uomo è resa attraverso un susseguirsi di immagini , e ciascuna delle quali rinvia a qualcos’altro che ci permette di capire il vero significato.
lunedì 8 agosto 2011
L'incredibile scoperta dell'acqua fredda
Basta una bottiglia di acqua fredda per stupire gli amici con una piccola magia scientifica.
Non c'è trucco non c'è inganno: il singolare fenomeno che vedete in questo video è assolutamente scientifico.
L'acqua pura contenuta nella bottiglia, dopo una notte nel congelatore a temperature di gran lunga inferiori allo zero, è ancora allo stato liquido. Si tratta di un fenomeno noto come "acqua sopraffusa": la tensione superficiale delle singole gocce e la totale assenza di sali minerali e impurità, hanno impedito all'acqua di ghiacciare.
Questo stato dell'acqua è molto instabile: basta una vibrazione per squilibrare il sistema e far congelare quasi istantaneamente il contenuto della bottiglia.
Un evento simile, noto come "gelicidio", è facilmente osservabile in natura durante l'inverno quando, a temperature inferiori allo zero, l'acqua cade dal cielo allo stato liquido e solidifica istantaneamente a contatto con il suolo, con i rami degli alberi, con i cavi elettrici.
Protagonista del video è Yang Zhang, ricercatore del MIT ed esperto di fisica dell'acqua.
Per saperne di più sulle stranezze dell'acqua, clicca qui
L'acqua pura contenuta nella bottiglia, dopo una notte nel congelatore a temperature di gran lunga inferiori allo zero, è ancora allo stato liquido. Si tratta di un fenomeno noto come "acqua sopraffusa": la tensione superficiale delle singole gocce e la totale assenza di sali minerali e impurità, hanno impedito all'acqua di ghiacciare.
Questo stato dell'acqua è molto instabile: basta una vibrazione per squilibrare il sistema e far congelare quasi istantaneamente il contenuto della bottiglia.
Un evento simile, noto come "gelicidio", è facilmente osservabile in natura durante l'inverno quando, a temperature inferiori allo zero, l'acqua cade dal cielo allo stato liquido e solidifica istantaneamente a contatto con il suolo, con i rami degli alberi, con i cavi elettrici.
Protagonista del video è Yang Zhang, ricercatore del MIT ed esperto di fisica dell'acqua.
Per saperne di più sulle stranezze dell'acqua, clicca qui
Il canto del grillo
Il basettino
Questo Basettino (Panurus biarmicus) ha dimostrato tutte le sue doti di acrobata atterrando in perfetto equilibrio su due rami paralleli nei pressi di East Tilbury, Inghilterra. Il piccolo pennuto - 8 centimetri circa - diffuso negli ambienti paludosi, è noto per una buffa caratteristica fisica. I maschi sfoggiano infatti due vistosi "basettoni" ai lati del becco, macchie nere triangolari che usano per attirare l'attenzione delle partner. Da qui il nome Basettino.
domenica 7 agosto 2011
Bambini finti abbandonati nelle auto e uova sul parabrezza: i (presunti) trucchi dei criminali
È arrivata una gragnuola di segnalazioni di questo nuovo allarme a proposito di bambolotti piazzati come esche nelle auto abbandonate e di uova lanciate contro il parabrezza. Si tratterebbe di espedienti usati dai criminali per far fermare le vittime.
Ecco un esempio di testo dell'appello:
RICEVO E VI GIRO...
Una sera, mentre percorrevo una via secondaria per tornare a casa, ho notato, sul seggiolino di un'auto ferma a bordo della strada, un bambino coperto da un panno.
Non so spiegare perchè - e la ragione poco importa - ma non mi sono fermata...
Quando sono arrivata a casa, ho telefonato alla polizia che mi ha assicurato che sarebbe andata a vedere Nel contempo, però, ecco quello di cui la polizia mi ha informata:
le bande di malviventi, i Rom e i ladri stanno escogitando vari stratagemmi perchè gli automobilisti (soprattutto donne) fermino il proprio veicolo e ne scendano (in zone isolate).
Il metodo praticato da certe bande consiste nel posizionare una macchina lungo la strada con un falso bebè seduto dentro, aspettando che una donna si fermi per andare a vedere quello che lei crede essere un bimbo abbandonato.
Da notare che la macchina è solitamente messa vicino a un bosco e ad un campo con l'erba alta: la persona che ha la malaugurata idea di fermarsi sarà trascinata nel bosco, violentata, picchiata e derubata...
Non fermatevi mai, ma chiamate il 113 appena possibile, raccontando quello che avete visto e dove l'avete visto, MA CONTINUATE LA VOSTRA STRADA!
Altro espediente:
Se, mentre state guidando, vi 'arrivano' delle uova sul parabrezza, non fermatevi, ma soprattutto non azionate il lavavetri, perchè le uova miste all'acqua diventano collose e vi oscurerebbero il parabrezza fino a più del 90%! Sareste allora costretti a fermarvi al bordo della strada, diventando potenziali vittime di criminali.
Ecco qualcuna delle nuove tecniche utilizzate dalle gang.
Informate i vostri amici, per favore.
In alcuni casi, l'appello circola con l'indicazione che si tratterebbe di una"INFORMATIVA DELLA POLIZIA / CARABINIERI".
Di fonti precise non ce ne sono: nessuna indicazione del luogo o della data in cui sarebbe avvenuto quanto descritto e nessuna precisazione su quale caserma di polizia sia stata contattata. C'è soltanto un allarme generico che rischia di creare un falso senso di sicurezza distraendo dai pericoli reali, come nota BeingStuart.com, che ha notato la straordinaria somiglianza di quest'allarme a quello già segnalato come bufala nel 2009 daUrbanLegends.about.com e proveniente dagli Stati Uniti, dove è stato smentito da varie forze di polizia. Si tratta, insomma, di una storia inventata all'estero e semplicemente adattata da mano ignota introducendo dettagli locali e una spruzzatina di razzismo (i Rom, assenti nell'appello americano).
La prima parte dell'appello, quella che parla di finti bambini-esca, ha dei grossi problemi di plausibilità: come fa un automobilista, mentre passa, a notare un bambino dentro un'auto ferma sul ciglio della strada, soprattutto se il bambino è coperto da un panno?
La seconda è una vera e propria panzana: come nota il sito antibufalaSnopes.com, le uova miste all'acqua non diventano affatto collose e vengono facilmente rimosse dai tergicristalli, come ben sanno le forze di polizia le cui auto talvolta sono state oggetto di lancio di uova. Hoax-Slayer.com ha addirittura effettuato degli esperimenti per verificare il grado di oscuramento, con risultati molto chiari: nessun effetto significativo sulla visibilità. Basta un colpo di tergicristalli; inoltre l'uso del lavavetri è vantaggioso, anziché deleterio come afferma l'appello.
In sintesi, non si capisce quale sia l'utilità di questo allarme, che anzi può rivelarsi pericoloso se induce le persone a non azionare il tergicristallo e il lavavetri se si trovano con il parabrezza imbrattato mentre stanno guidando. Ma come al solito prevale la trita logica del "non so se è vero, ma nel dubbio io inoltro". E così un'altra bufala gode di vita eterna.
ALDA MERINI
La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.
Alda Merini, da "La volpe e il sipario"
...
La verità è sempre quella,
la cattiveria degli uomini
che ti abbassa
e ti costruisce un santuario di odio
dietro la porta socchiusa.
Ma l'amore della povera gente
brilla più di una qualsiasi filosofia.
Un povero ti dà tutto
e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.
Alda Merini, da "Terra d'amore"
...
Pensiero,io non ho più parole.
Ma cosa sei tu in sostanza?
qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce.
Pensiero,dove hai le radici?
Nella mia anima folle
o nel mio grembo distrutto?
Sei così ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e così possa perderti
nell'antro della follia.
Alda Merini, da "La terra santa"
...
Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da argenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’assenzio
di una sopravvivenza negata.
Alda Merini, da "La Terra Santa" 1983
...
Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato.
Alda Merini, da "La Terra Santa"
...
Corpo, ludibrio grigio
con le tue scarlatte voglie,
fino a quando mi imprigionerai?
anima circonflessa,
circonfusa e incapace,
anima circoncisa,
che fai distesa nel corpo?
Alda Merini, da "La Terra Santa"
...
Io sono folle, folle, folle d'amore per te .
io gemo di tenerezza perchè sono folle, folle, folle
perchè ti ho perduto .
Stamane il mattino era cosi caldo
che a me dettava quasi confusione
ma io era malata di tormento
ero malata di tua perdizione.
Alda Merini, da "Folle, folle, folle di Amore per te"
...
A tutti i giovani raccomando:
aprite i libri con religione,
non guardateli superficialmente,
perché in essi è racchiuso
il coraggio dei nostri padri.
E richiudeteli con dignità
quando dovete occuparvi di altre cose.
Ma soprattutto amate i poeti.
Essi hanno vangato per voi la terra
per tanti anni, non per costruivi tombe,
o simulacri, ma altari.
Pensate che potete camminare su di noi
come su dei grandi tappeti
e volare oltre questa triste realtà
quotidiana.
Alda Merini, da "La vita facile"
...
Le mie impronte digitali
prese in manicomio
hanno perseguitato le mie mani
come un rantolo che salisse la vena della vita,
quelle impronte digitali dannate
sono state registrate nel cielo
e vibrano insieme
ahimè
alle stelle dell'Orsa maggiore.
Alda Merini
...
Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.
Alda Merini, da "Vuoto d'amore"
...
Bacio che sopporti il peso
della mia anima breve
in te il mondo del mio discorso
diventa suono e paura.
Alda Merini
...
Non avessi sperato in te
e nel fatto che non sei un poeta
di solo amore
tu che continui a dirmi
che verrai domani
e non capisci che per me
il domani e' gia' passato.
Alda Merini, da "Folle, folle, folle di Amore per te"
...
Ti aspetto e ogni giorno
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza
no, è qualcosa di più:
è un gesto di morte fissa
che non ti so regalare.
Alda Merini, da "Clinica dell'abbandono"
...
Solo un mano d'angelo
intatta di sè, del suo amore per sè,
potrebbe
offrirmi la concavità del suo palmo
perché vi riversi il mio pianto.
La mano dell'uomo vivente
è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
per il tranquillo pianto del proprio fratello!
E dunque, soltanto una mano di angelo bianco
dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso
potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo
senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.
Alda Merini
...
Bambino
Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.
Alda Merini
...
Il Poeta raccoglie i dolori e sorrisi
e mette assieme tutti i suoi giorni
in una mano tesa per donare,
in una mano che assolve
perché vede il cuore di Dio.
Ma la città è triste
perché nessuno pensa
che i fiori del Poeta
sbocciano per vivere molto a lungo
per le vie anguste della grazia.
Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio"
...
Amore,
vola da me
con l'aeroplano di carta
della mia fantasia,
con l'ingegno del tuo sentimento.
Vedrai fiorire terre piene di magia
e io sarò la chioma d'albero più alta
per darti frescura e riparo.
Fa' delle due braccia
due ali d'angelo
e porta anche a me un po' di pace
e il giocattolo del sogno.
Ma prima di dirmi qualcosa
guarda il genio in fiore
del mio cuore.
Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio"
...
Accarezzami, amore,
ma come il sole
che tocca la dolce fronte della luna.
Non venirmi a molestare anche tu
con quelle sciocche ricerche
sulle tracce del divino.
Dio arriverà all'alba
se io sarò tra le tue braccia.
Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio"
...
Sono folle di te, amore
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
questi giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto
se vuoi,
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento
di canti d'amore per te.
Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio"
...
Del tutto ignari della nostra esistenza
voi navigate nei cieli aperti dei nostri limiti,
e delle nostre squallide ferite
voi fate un balsamo per le labbra di Dio.
Non vi è da parte nostra conoscenza degli angeli,
né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio,
ma c'è una linea di infelicità come di un uragano
che separa noi dalla vostra siepe.
Voi entrate nell'uragano dell'universo
come coloro che si gettano nell'inferno
e trovano il tremolo sospiro
di chi sta per morire
e di chi sta per nascere.
Alda Merini, da "La carne degli angeli"
lunedì 11 luglio 2011
G.G.Màrquez
Se per un istante Dio si dimenticasse che sono una marionetta di stoffa... e mi facesse dono di un pezzo di vita… probabilmente non direi tutto ciò che penso…ma penserei a tutto ciò che dico… Valuterei le cose, non per il loro valore… ma per ciò che significano.... Dormirei poco… sognerei di più…essendo cosciente che per ogni minuto che teniamo gli occhi chiusi perdiamo sessanta secondi di luce… Andrei avanti quando gli altri si ritirano…mi sveglierei quando gli altri dormono…Ascolterei quando gli altri parlano e con quanto piacere gusterei un buon gelato al cioccolato….Se Dio mi desse un pezzo di vita… mi vestirei in modo semplice, e prima di tutto butterei me stesso in fronte al sole… mettendo a nudo non solo il mio corpo… ma anche la mia anima…Dio mio se avessi un cuore… scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l’arrivo del sole…Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna…Annaffierei le rose con le mie lacrime per sentire il dolore delle loro spine e il rosso bacio dei loro petali. Dio mio se avessi un pezzo di vita… non lascerei passare un solo giorno senza dire alle persone che amo…che le amo…Direi ad ogni uomo e ad ogni donna che sono i miei prediletti e vivrei innamorato dell’amore…Mostrerei agli uomini quanto sbagliano quando pensano di smettere di innamorarsi man mano che invecchiano… non sapendo che invecchiano quando smettono di innamorarsi!...A un bambino darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo…Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia… ma con la dimenticanza…Ho imparato così tanto da voi, Uomini...Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna… senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata…Ho imparato che quando un neonato stringe per la prima volta il dito del padre nel suo piccolo pugno… l’ha catturato per sempre. Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare dall’alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi…Da voi ho imparato così tante cose… ma in verità non saranno granchè utili, perchè quando mi metteranno in questa valigia… starò purtroppo per morire…Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti…ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere il guardiano della tua anima…Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta…ti abbraccerei… ti darei un bacio… e ti chiamerei di nuovo per dartene altri… Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce…registrerei ogni tua parola… per poterle ascoltare una e più volte ancora…Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo…direi “ti amo” e non darei scioccamente per scontato che già lo sai….Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene…ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che ci rimane mi piacerebbe dirti quanto ti amo…che mai ti dimenticherò. Il domani non è assicurato per nessuno… giovane o vecchio… Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami…Perciò non aspettare oltre, fallo oggi…perchè se il domani non arrivasse… sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso… un abbraccio…. un bacio…e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio. ..Tieni chi ami vicino a te… digli quanto bisogno hai di loro…amali e trattali bene…trova il tempo per dirgli “mi spiace”… “perdonami”… “per favore”… “grazie” … e tutte le parole d’amore che conosci…Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti…abbi la forza e la saggezza per esprimerli…
sabato 9 luglio 2011
Riprendiamoci il tempo...
Il tempo, secondo il dizionario, è la successione illimitata dei fatti e degli eventi umani; ovvero la durata delle cose, distinta e misurata in periodi. Se la vita fosse un contenitore, esso conterrebbe tempo; il tempo è quindi l'unità di misura della nostra vita. Avete mai provato a chiedervi come impiega il tempo l'essere umano occidentale medio? Si alza presto la mattina, corre subito al lavoro, torna a casa per cena, guarda la tv, va a letto presto, per poi ricominciare il ciclo la mattina seguente. Il tutto si svolge a velocità folle: di corsa la mattina, per arrivare in tempo al lavoro; al lavoro ritmi estenuanti per produrre il più possibile nel minor tempo possibile; a pranzo, fast food per guadagnare tempo. Quanto tempo dunque gli rimane per sè? Intendiamo tempo per amare, conoscere gente, coltivare i propri interessi, insomma, per vivere? La risposta la conosciamo tutti, sta scritta negli occhi di tutte le donne e di tutti gli uomini che vivono in questa parte di mondo. E'come se noi tutti fossimo chiusi in un vagone che corre a velocità folle senza una meta ben precisa; suo unico scopo è viaggiare sempre più veloce, i binari sui quali corre sono il sistema sociale nel quale viviamo. Se dunque la velocità, la fretta, la corsa sono la quintessenza di questo sistema, allora noi preferiamo la lentezza, perchè il cuore batte a sessanta battiti al minuto, e nessuno può andare pià veloce del proprio cuore senza perdere la propria umanità. Aiutateci a fermare il tempo, riprendiamoci la vita, prendiamoci tempo, tempo, tempo
La lezione della farfalla
Un giorno, apparve un piccolo buco in un bozzolo; un uomo che passava per caso, si mise a guardare la farfalla che per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco.
Dopo molto tempo, sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione. Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva, e che non avesse più la possibilità di fare niente altro.
Allora l'uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino ed aprì il bozzolo.La farfalla uscì immediatamente. Però il suo corpo era piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.
L'uomo continuò ad osservare perché sperava che, da un momento all'altro, le ali della farfalla si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo, e che essa cominciasse a volare. Non successe nulla! In quanto, la farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate.Non fu mai capace di volare.
Ciò che quell'uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l'intenzione di aiutare non capiva, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che essa potesse volare. Era la forma con cui Dio la faceva crescere e sviluppare.
A volte, lo sforzo é esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita.Se Dio ci permettesse di vivere la nostra esistenza senza incontrare nessun ostacolo, saremmo limitati. Non potremmo essere così forti come siamo. Non potremmo mai volare.
Chiesi la forza... e Dio mi ha dato le difficoltà per farmi forte.
Chiesi la sapienza...
e Dio mi ha dato problemi da risolvere.
Chiesi la prosperità ...
e Dio mi ha dato cervello e muscoli per lavorare.
Chiesi di poter volare...
e Dio mi ha dato ostacoli da superare.
Chiesi l'amore...
e Dio mi ha dato persone con problemi da poter aiutare.
Chiesi favori...
e Dio mi ha dato opportunità .
Non ho ricevuto niente di quello che chiesi...
Però ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno.
Vivi la vita senza paura, affronta tutti gli ostacoli e dimostra che puoi superarli.
Dopo molto tempo, sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione. Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva, e che non avesse più la possibilità di fare niente altro.
Allora l'uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino ed aprì il bozzolo.La farfalla uscì immediatamente. Però il suo corpo era piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.
L'uomo continuò ad osservare perché sperava che, da un momento all'altro, le ali della farfalla si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo, e che essa cominciasse a volare. Non successe nulla! In quanto, la farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate.Non fu mai capace di volare.
Ciò che quell'uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l'intenzione di aiutare non capiva, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che essa potesse volare. Era la forma con cui Dio la faceva crescere e sviluppare.
A volte, lo sforzo é esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita.Se Dio ci permettesse di vivere la nostra esistenza senza incontrare nessun ostacolo, saremmo limitati. Non potremmo essere così forti come siamo. Non potremmo mai volare.
Chiesi la forza... e Dio mi ha dato le difficoltà per farmi forte.
Chiesi la sapienza...
e Dio mi ha dato problemi da risolvere.
Chiesi la prosperità ...
e Dio mi ha dato cervello e muscoli per lavorare.
Chiesi di poter volare...
e Dio mi ha dato ostacoli da superare.
Chiesi l'amore...
e Dio mi ha dato persone con problemi da poter aiutare.
Chiesi favori...
e Dio mi ha dato opportunità .
Non ho ricevuto niente di quello che chiesi...
Però ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno.
Vivi la vita senza paura, affronta tutti gli ostacoli e dimostra che puoi superarli.
giovedì 7 luglio 2011
L'autoscatto del macaco sorridente!!! Sorridi... click!
Lo sguardo incuriosito e sospettoso, poi un sorriso smagliante davanti all'obiettivo. Le straordinarie immagini di un raro macaco indonesiano che si è fotografato da solo, mentre gironzolava intorno all'equipaggiamento di un fotografo. Un misto di fortuna e spontaneità
Non guardare!
Sembra che davanti agli occhi di questi cuccioli di macaco cinomolgo (Macaca fascicularis) si stia svolgendo una scena che è meglio non vedere. In realtà all'interno del Monkey Forest Park di Ubud Bali (Indonesia), dove vivono i due, tutto scorre tranquillo. Davanti alle scimmiette c'è semplicemente una donna in gita, autrice dello scatto. Più probabile allora che i primati stiano giocando: la loro specie è stata osservata più volte in atteggiamenti decisamente "umani" come, per esempio, l'abitudine di lavare la frutta insabbiata nell'acqua dei fiumi prima di ingerirla.
mercoledì 6 luglio 2011
ED E’ SUBITO SERA
ED E’ SUBITO SERA
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
Parafrasi:
Ognuno è fermo e immobile, solo,
nell'illusione di essere il centro del mondo,
illuminato, ma anche ferito da un raggio di sole:
e all'improvviso sopraggiunge la sera (la morte).
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
Parafrasi:
Ognuno è fermo e immobile, solo,
nell'illusione di essere il centro del mondo,
illuminato, ma anche ferito da un raggio di sole:
e all'improvviso sopraggiunge la sera (la morte).
La lirica è divisa in tre momenti, uno per verso, che insieme riassumono, in modo intenso e significativo, l'amara concezione che il poeta ha della vita. Ogni uomo, infatti, è tragicamente solo nel mondo e il raggio di sole, che simboleggia la vita intesa come fonte di gioia, ma anche di pena per la sua precarietà, presto si spegne nella sera della morte che sopraggiunge improvvisa.
1 Ognuno... terra: in questo verso il poeta afferma l'immutabilità della
condizione dell'uomo che, nonostante viva e operi tra gli
altri, non riesce mai a comunicare veramente con nessuno.
"Ognuno" si riferisce a una condizione universale che va
oltre le singole esperienze individuali.
"Sul cuor della terra" indica che l'uomo, stoltamente
convinto di essere il centro ("cuor") della terra, in
realtà rimane sostanzialmente estraneo al vibrare della
vita del mondo.
2 trafitto... sole: "trafitto" ha una funzione bivalente: la luce del sole
prima illumina (dunque è benefica) l'uomo, poi lo ferisce
(dunque è dolorosa) con la sua fugacità.
La vita, simboleggiata dal "sole", da possibilità di
felicità diventa motivo di amarezza e di sofferenza.
Infine, l'aggettivo numerale "un" sta a indicare quanto
fragile sia l'uomo. Infatti basta una piccola contrarietà
("un raggio") per abbatterlo.
3 ed è... sera: con la stessa rapidità con cui la giornata trapassa nella sera
sopraggiunge fatalmente la morte. La sera, infatti, diviene il
simbolo della morte.
L'AMICIZIA
L'AMICIZIA...
Tolstoj dice che noi amiamo le persone non tanto per il bene che hanno fatto a noi
quanto per il bene che abbiamo fatto a loro.
quanto per il bene che abbiamo fatto a loro.
Un autore anonimo sostiene che un vero amico ama dare, piuttosto che ricevere,
tutti noi abbiamo bisogno di amici, e non importa ciò che siamo.
Renard pensa addirittura che un amico è colui che indovina sempre quando si ha bisogno di lui.
Cicerone dice che attraverso l'amicizia chi è lontano è vicino, chi è povero è ricco,
e chi è debole ha forza per andare avanti.
Io credo che l'amicizia non la si può capire se non la si vive pienamente!
Un amico, è amico sempre e comunque!
lunedì 4 luglio 2011
La Vita…secondo Charlie Chaplin!!!!
Ho perdonato gli errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch’io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l’eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stata anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e … ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere) … ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca …E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! E’ veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! LA VITA E’ TROPPO BELLA per essere insignificante!
Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile incontrare qualcuno al quale tu possa andare bene così come sei.
Quindi: vivi come ti dice il cuore…Fai tutto ciò che senti di buono…una vita è un’opera di teatro senza prove generali!
Charlie Chaplin disse che: “ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un’ora per apprezzarla, un giorno per volerle bene, ma poi tutta una Vita per dimenticarla”.
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