martedì 28 agosto 2012

ECCEZIONALE RINVENIMENTO SUL MASSICCIO DELLE TOFANE NELLE DOLOMITI


Cortina, trovati gli nell'ambra
gli acari più antichi del mondo

Sono vissuti nel Triassico 230 milioni di anni fa. Finora gli esemplari più antichi risalivano a 100 milioni di anni dopo


A sinistra Triasacarus fedelei, a destra Ampezzoa triassica (Ap)

MILANO - Sono stati rinvenuti sulle Dolomiti, sotto le Tofane, le montagne che sovrastano la conca di Cortina d’Ampezzo, gli invertebrati più antichi del mondo conservati in ambra. Una scoperta eccezionale che sposta indietro di ben 100 milioni di anni le precedenti scoperte di insetti inglobati nelle resine fossili. A rivelarlo è uno studio internazionale realizzato dall’Istituto di geoscienze e georisorsedel Consiglio nazionale delle ricerche (Igg-Cnr) e dall’Università di Padova, in collaborazione con l’Università di Göttingen e con il Museo di storia naturale di New York, e pubblicato su Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences).
AMBRA - L’ambra delle Tofane conserva nelle sue gocce le più antiche inclusioni di organismi vissuti sulla Terra. Una testimonianza eccezionale, il più antico «atlante» di microrganismi, batteri, alghe, funghi e protozoi, e ora anche di invertebrati, attraverso il quale si è aperta una finestra molto nitida sulle caratteristiche della vita e del clima intorno ai 230 milioni di anni fa, quando i primi dinosauri si stavano evolvendo. «Prima del presente studio, però», spiega Eugenio Ragazzi dell’Università di Padova, «le più vecchie inclusioni di organismi animali in ambra risalivano a circa 130 milioni di anni fa: la nuova scoperta sposta quindi le lancette indietro nel tempo di ben 100 milioni di anni rispetto a ogni precedente ritrovamento di organismi inglobati in ambra».
CONSERVAZIONE ECCEZIONALE - Grazie all’eccezionale stato di conservazione, per due dei tre artropodi sono state coniate anche nuove specie, chiamate Ampezzoa triassica eTriasacarus fedelei, in onore del cortinese Paolo Fedele che nel 1997 ha segnalato il giacimento che ha permesso tutte le successive ricerche. «Esistono ambre del Cretaceo, che presentano numerosissime inclusioni di insetti, ma sono 100 milioni di anni più recenti», spiega Guido Roghi dell’Igg-Cnr, coautore della ricerca.
LA SCOPERTA - «Quelli scoperti a Cortina sono due acari e un moscerino, risalenti al periodo Triassico, e hanno le dimensioni di pochi millimetri», continua Roghi. «Quelle degli acari sono larve con ben evidenti tutte le loro appendici, l’insetto invece è un dittero, un moscerino, e appartengono a specie oggi estinte. Per individuare questi invertebrati sono state esaminate con un lavoro molto lungo oltre 50 mila goccioline di ambra. Si è dovuto “affettarle” una a una in più fettine e levigarle perché potessero essere osservate al microscopio». Solo in tre goccioline sono stati trovati gli invertebrati. Gli acari hanno corpo lungo e segmentato, due paia di zampe invece delle quattro solitamente presenti negli acari odierni», aggiunge Roghi, «un peculiare apparato boccale e artigli piumati, caratteristiche che dimostrano come questi artropodi avessero tratti distintivi e specializzati già nel Triassico, decine di milioni di anni prima della comparsa delle piante da fiore di cui si nutrono oggi quasi tutti gli acari. Allora invece dovevano necessariamente nutrirsi di antiche conifere». E fa un’ipotesi: «Poiché questi artropodi fossili sono stati trovati nelle galle, strutture vegetali che la pianta produce per proteggersi dalle punture degli insetti, è possibile e forse probabile che siano stati quelli stessi invertebrati a pungere le piante, che poi per difendersi hanno essudato la resina che li ha inglobati, divenendo poi ambra».
EVOLUZIONE - Quando apparvero le prime piante con fiore, quindi, questi artropodi modificarono le loro abitudini alimentari: «Grazie al loro adattamento ambientale hanno superato le grandi estinzioni al termine del Cretacico (65 milioni di anni fa)», concludono i ricercatori. «Se nel Permiano (252 milioni di anni fa) si erano estinte il 96% di tutte le specie marine e il 70% di quelle dei vertebrati terrestri, questo studio chiarisce che nel Triassico (230 milioni di anni fa) esistevano organismi animali persistenti anche a cambiamenti enormi».

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